martedì 28 ottobre 2014

Una zucca, due rose e tre bacche

Posto qui alcune idee "rubate dal web" per riempire la vostra casa di colore in questi giorni autunnali. Con una zucca e qualche fiore reciso, il gioco è fatto!

Immagine via Pinterest

Immagine via Pinterest







A presto,
Made with Love for...


giovedì 13 marzo 2014

Premio Versatile Blogger Award


Con questo post ringrazio di cuore Lisa di Pane burro e marmellata per avermi assegnato questo premio.
Questi premi danno la possibilità di far conoscere blog grandi e piccoli, mettendo in contatto moltissime persone. Grazie ancora, Lisa!!!

Il premio funziona così:

1- Mostrare il logo del premio ricevuto sul proprio blog
2- Ringraziare il-la Blogger che vi ha nominato
3- Scrivere 7 cose su di voi
4- Nominare altri 15 blog
5- Mettere il link dei blog nominati e informarli del premio ricevuto

E dopo i dovuti ringraziamenti 7 cose su di me:

1- Ciao a tutti, sono Valentina, 27 anni, architetto 
2- Amo il rosso, Parigi e la Francia, il Natale, la neve, i bambini, i caldi abbracci, le parole sussurrate, i profumi, il cioccolato, la vaniglia, il gelsomino, il caffè della Nonna,...
3- Mi piace tantissimo cucinare, creare, stare in giardino e piantare qualsiasi cosa!!!
4- Quando da piccola mi chiedevano quale sarebbe stato il mio lavoro, io rispondevo:"Da grande voglio fare la sorella!!!"per fortuna ci sono riuscita: ho un magnifico fratello 18enne
5- I miei animali preferiti sono: il Bovaro del Bernese, l'oca di Tolosa, l'asino e la tigre
6-Vorrei tanto abitare a Parigiiiiiiiii
7- Sono praticamente innamorata di Olaf di Frozen, l'ultimo film della Disney

Con immenso piacere nomino 15 blog:


Con questo premio, spero di aver regalato un sorriso agli altri blogger!!!

A presto,
Valentina

lunedì 10 marzo 2014

Cuori profumati..re-styling for spring

Per le feste natalizie dello scorso dicembre, quest'anno avevo deciso di preparare dei gessetti profumabiancheria (qui il relativo post), da confezionare e regalare. Un successone!!! Bene, ho trovato un barattolino di vetro a chiusura ermetica (tipo portaspezie) ed ho realizzato questa confezione, ripiena di cuoricini alla lavanda grandi e piccoli. 


Vi ripropongo qui la versione primaverile dei miei cuoricini profumabiancheria che avevo realizzato lo scorso dicembre per le feste natalizie.


A presto, 
Made with Love for...


giovedì 6 marzo 2014

Profumo di Viola

Dopo un inverno un po’ stentato la “Comte de Brazzà” e la “Viola di Udine” hanno fatto capolino nel mio giardino proprio in questi giorni.



Dopo un inverno un po’ stentato la “Comte de Brazzà” e la “Viola di Udine” hanno fatto capolino nel mio giardino proprio in questi giorni.

Nella seconda metà del 1800 il Conte Filippo Savorgnan di Brazzà, nobile senatore friulano e botanico appassionato, ricevette in dono dal padre Ascanio di Brazzà alcune piante di Viola doppia e di Viola di Parma.

 Dalle prove di ibridazione fra le due piante nei possedimenti di famiglia, vicino a Udine, si ottennero due viole: la viola doppia profumata, dal colore bianco candido puro “Pure white Comte de Brazzà”, e la viola intensamente profumata, con fiore doppio dal color zaffiro e bianco al centro, denominata “Violetta di Udine” e all’estero conosciuta come “Blue Neapolitan Comte de Brazzà”.


La storia di queste due viole è veramente particolare; per tale motivo riporto alcune note dal volume “Il giardino fiorito” di Giovanni Geotti, ottobre 2006:

L'impulso determinante alla produzione delle viole venne da Maria Luisa d'Asburgo quando divenne Duchessa di Parma, Piacenza, e Guastalla. Essa aveva avuto modo di apprezzare questa pianta per merito della prima moglie di Napoleone. Giuseppina Beauharnais aveva una vera passione per tutte le viole e le fece piantare in mezzo alle rose nel giardino della Malmaison.
(…)
Nella seconda metà dell'800 Ascanio di Brazzà portò alcuni esemplari di "Viola di Parma" al figlio Filippo, che era un appassionato botanico con un piccolo vivaio da dilettante nei dintorni di Udine, in uno dei tanti possedimenti della famiglia. Chiaramente la specie trovò in questa regione clima e terreno favorevole, perché in pochi anni Filippo ebbe a disposizione una grande quantità di piante su cui fare una selezione. È opinione diffusa che il clima ed il terreno in qualche modo provocarono il cambiamento che portò alla Viola d'Udine.

E' probabile che, come succede spesso quando si porta una pianta in un ambiente diverso dall'originale, un esemplare abbia subito mutazione repentina per motivi assolutamente naturali. Notando il colore, la dimensione e la forma del fiore egli la isolò ed iniziò a moltiplicarla separatamente eliminando gli esemplari che regredivano. Ottenne così quella che si chiamò "Viola d'Udine" e all'estero fu conosciuta come "Blue Neapolitan Conte di Brazzà".

II suo capolavoro però fu un altro: egli aveva trovato nella Maremma toscana una viola bianca spontanea, probabilmente una forma particolare di V. odorata. Ibridando questa con le forme doppie di "Neapolitan" più pallide di cui disponeva, ottenne quella che è ancora l'unica Bianca Doppia Profumata veramente bianca. La famiglia decise di vendere all'inglese Henry Canell queste prime piante con tutti i diritti di moltiplicazione. Canell era proprietario del vivaio chiamato "Swanley Nursery" e ribattezzò la pianta "Swanley White".

Essendo questa la prima forma di Bianca Doppia, il carattere che dava il colore non era ancora completamente stabilizzato e fissato, per cui in breve tempo i fiori risultarono picchiettati di azzurro, e cosi rimasero. La varietà "Swanley White" è ancora diffusa in Inghilterra.
 Filippo di Brazzà continuò a ibridare e selezionare altre linee ed ottenne fiori definitivamente bianchi, e nel 1883 il suo lavoro ottenne il miglior riconoscimento; il primo premio alla mostra annuale della Royal Horticoltural Society a Chelsea. Da allora, in seguito ad una causa intentata contro Canell e poi vinta, prese il nome di "Pure White Conte di Brazzà
".

Per info:

Azienda Agricola Geotti e Lukas - Aiello del Friuli (Ud) - www.susigarden.com

Per chi fosse interessato, i giorni 15-16 marzo 2014 si terrà, dalle 9.00 al tramonto, la Seconda Giornata delle Viole, nel Vivaio Priola di Treviso.

A presto,
Made with Love for…

mercoledì 5 marzo 2014

Il giorno delle Ceneri

Oggi è il mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima e, come ben saprete, la Chiesa invita all'astinenza dalle carni e al digiuno. In realtà, questa giornata è diventata negli anni, una giornata speciale, non per il digiuno, bensì per la possibilità di degustare piatti unici a base di pesce.
Uno tra questi è proprio il Baccalà alla Vicentina, piatto della tradizione contadina vicentina di un tempo. La ricetta originale propone l'utilizzo dello stoccafisso secco, che doveva essere battuto più volte (da qui il nome Baccalà) e messo in ammollo per tre giorni in acqua fresca.
Questa versione, invece, prevede l'uso dello stoccafisso bagnato.
Ecco qui la ricetta:

Baccalà alla Vicentina

Ingredienti per 10 persone
2 kg di stoccafisso bagnato
2 spicchi d'aglio
300 g di cipolla
1 confezione di acciughe sott'olio
1/4 di vino bianco secco
parmigiano grattugiato
3/4 l di latte circa
50 g di burro
farina bianca
prezzemolo
olio extra vergine d'oliva

Procedimento
Fate rosolare in una casseruola, con un bicchiere di olio, l'aglio e la cipolla tritati; quando questa sarà leggermente dorata, unite le acciughe precedentemente sgocciolate e continuate la rosolatura, mescolando bene.
Appena le acciughe si saranno sciolte, aggiungete una cucchiaiata di prezzemolo tritato e, dopo un attimo, versate nel recipiente il vino bianco secco. Rimescolate e lasciate bollire.
Nel frattempo infarinate i pezzi dello stoccafisso che avrete precedentemente tagliato, e sistemateli, facendo un solo strato, in una casseruola che possa andare in forno. Salateli, pepateli e spolverizzateli con un pizzico di parmigiano grattugiato.
Quando il vino sarà quasi tutto evaporato unite all'intingolo il latte fino a ricoprire i pezzi di stoccafisso ed il burro. Rimescolate, poi versate questa salsa sul pesce, rimettete sul fuoco ed appena prende bollore ricoprite la pentola e mettetela in forno già caldo a 160 °C, per circa 3 ore (fino a quando il liquido non si sarà asciugato).
Servite ben caldo, con polenta.
Se ne avete la possibilità, preparate il piatto almeno il giorno prima (se lasciato riposare, il baccalà alla vicentina, è molto più buono).
Se vi piace, potete aggiungere alla preparazione anche una manciata di capperi.

A presto,
Made with Love for...

lunedì 3 marzo 2014

In Marzo...

Il mese della Primavera, arrivano le primizie!!!Vediamo quali sono i principali alimenti di stagione…






A presto,
Made with Love for...


mercoledì 26 febbraio 2014

Di fiore in fiore... la Melissa

La Melissa (Melissa officinalis) è una pianta erbacea, perenne, dall'aroma di limone con fusti quadrangolari e foglie di colore verde intenso, ovate, dentate, lunghe 3-7 cm. Cresce spontaneamente nell'Europa meridionale.
E' coltivata da oltre 2000 anni per le sue proprietà terapeutiche: è una pianta molto semplice da coltivare e molto rustica (sopporta facilmente temperature inferiori allo zero).
Richiama molto le api: un tempo veniva coltivata come pianta mellifera e probabilmente da questo deriva il nome melissa, che in greco significa "ape da miele".


In giardino
In giardino, trova posto insieme alle altre erbe aromatiche, nei giardino dei semplici, oppure in un angolo del vostro orto. Il fogliame è piuttosto decorativo e profumato e per tale motivo, si può coltivare tranquillamente in un angolo del giardino abbastanza vicino alla cucina o al soggiorno, in modo da apprezzarne, oltre alle caratteristiche culinarie, il profumo. Ovviamente, trova facilmente posto anche nei terrazzi in città.

Coltivazione e raccolta
E' facilissima da coltivare: si può ottenere tramite semina all'aperto in primavera, oppure tramite talea: posizionate un rametto di melissa nel terreno, innaffiate, e, nel giro di qualche giorno, saranno germogliate le prime radici.
La raccolta si effettua quando compaiono i primi fiori e fino a ottobre, senza necessità di rimpianto l’anno successivo poichè si moltiplica tramite stoloni fino a diventare infestante. Per tenere contenuta la sua crescita e poter utilizzare le foglie fresche è bene, tagliare fino a 10 cm da terra la pianta, poco prima che raggiunga la fioritura, in tal modo avrà un aspetto più ordinato e la pianta sarà più sana.
Le foglie si raccolgono prima che la pianta fiorisca, si essiccano all’ombra in luogo molto ventilato, e si conservano in recipienti ben chiusi al riparo dall’umidità. Le sommità fiorite si raccolgono tagliando quasi tutto il fusto, si tagliano, si legano in mazzetti e si essiccano all’ombra in luogo molto ventilato appese ad un filo a testa in giù, e si conservano, una volta essicate, in un recipiente a chiusura ermetica.
Indicazioni
La Melissa, viene consigliata, in caso di stati d’ansia, ipereccitabilità, nervosismo, spasmi dolorosi addominali, insonnia, vertigini, acufeni, emicrania e manifestazioni psicosomatiche a livello cardiaco e intestinale.  Per uso esterno, viene consigliata come decongestionante delle pelle irritata e per alleviare dolori reumatici. Se si strofina una foglia fresca di melissa su una puntura di zanzara, il dolore sarà immediatamente alleviato.
E' ampiamente utilizzata in profumeria, in cosmetica, per la preparazione di creme, e nei liquori.

******************

Melissa officinalis (Erba Limoncina, Cedrina, Cedronella, in inglese Lemon Balm, in francese Mélisse)

Terreno: qualsiasi, meglio se fresco e ben drenato

Esposizione: sole - mezz'ombra

Fioritura: Maggio - Luglio
Fiori: bianco-rosati, poco appariscenti

Profumo: limone

Altezza: 60 - 100 cm
Larghezza: 60 - 80 cm

Semina in pieno campo: da marzo-aprile

Abbinamenti preferiti: Timo, Lavanda, Menta, Salvia, Rosmarino

Usi: in medicina (foglie secche) per preparare infusi, decotti, tisane e "vino", in cucina (foglie fresche raccolte prima della fioritura) per aromatizzare insalate, carni, minestre, dolci, bevande e liquori

Parti della pianta da utilizzare: intera pianta, foglie

Proprietà terapeutiche: antibatteriche, antivirali, fungicide, antidolorifiche, sedative (aiuta a combattere gli stati d'ansia e favorisce il sonno), cicatrizzanti, lenisce l'emicrania,  favorisce il rilassamento dei muscoli (contro i crampi e i dolori addominali), aiuta ad alleviare i disturbi gastrointestinali

Prezzo: una piantina in vaso di diametro da 16 cm costa dai 2,50 Euro ai 4 Euro. Una bustina di sementi (che permettono di ottenere numerose piantine di Melissa) costa 1,20 Euro.

A presto,
Made with Love for...


lunedì 24 febbraio 2014

Crostata alla crema e amarene

Cominciamo in modo dolce la settimana con questa crostata…

Dose per 10 persone
Ingredienti
Pasta frolla
500 g di farina
300 g di burro
250 g di zucchero
1 bustina di zucchero vanillinato
4 uova
1 baccello di vaniglia
1 limone non trattato
1 arancio non trattato
500 g di amarene sciroppate
sale

Crema pasticcera
350 g di latte fresco intero
150 g di panna fresca
6 tuorli
150 g di zucchero semolato
40 g di amido di mais
1 limone non trattato
1 baccello di vaniglia

Pasta frolla
Disponete a fontana, su una spianatoia, la farina precedentemente setacciata, uniamo lo zucchero, lo zucchero vanillinato, il burro, 3 tuorli, la scorza grattugiata di limone ed arancia, i semini del baccello di vaniglia, ed il sale.
Formate una palla e lasciate riposare in frigorifero per un'ora circa.

Crema pasticcera
In un pentolino fate bollire il latte con la panna, unendo il baccello di vaniglia e la scorza del limone.  A parte, in una ciotola capiente, sbattete i tuorli con lo zucchero ed unite l'amido di mais. A questo punto, unite il latte e la panna bollenti, mescolate bene e rimettete tutto sul fuoco, finché non raggiungerà il bollore. Colate il composto in un contenitore d'acciaio, coprite con la pellicola (in modo che non si formi la pelliccina) e raffreddiamo nel freezer.

Stendete metà della pasta frolla con un matterello e rivestite una teglia di 26 cm di diametro. Riempite con la crema pasticcera (a cui avrete tolto il baccello di vaniglia e la scorza del limone) ed unite le amarene sgocciolate.

Coprite con l'altra metà di pasta frolla, unite bene i bordi, spennellate con un uovo leggermente sbattuto con lo zucchero ed infornate a 180°C per circa 50 minuti.

A presto,
Made with Love for...

venerdì 21 febbraio 2014

Di fiore in fiore… la Malva

Da anni ormai, il mio giardino è arricchito da numerose piante aromatiche ed officinali. Le ho acquistate negli anni, un po' qui un po' là, senza un progetto in testa, ma con la curiosità di provare a coltivare e utilizzare piante nuove ed antiche allo stesso tempo.
Nel mio giardino si trova di tutto, dal basilico al dragoncello, dalla calendula all'echinacea, dalla stevia al finocchietto selvatico; piante regalate, piante trapiantate e piante seminate.
Proprio per questo, da tempo volevo fare un "resoconto" del mio giardino: varietà di essenze, esigenze, caratteristiche ed usi, pensando di condividerlo, per aiutare chi magari vorrebbe realizzare un angolo di piante aromatiche ed officinali e magari è incerto sulle essenze da acquistare.

Oggi inizio con la più umile e la più rustica delle piante officinali: la Malva selvatica.


La Malva silvestre (Malva sylvestris) è una pianta erbacea perenne dal fusto eretto robusto e ricoperto di peluria, con un’altezza che può raggiungere i 150 cm; le foglie seghettate con un lungo picciolo, sono di varie forme e costituite da 5 – 7 lobi; i fiori sono formati da 5 petali bilobati e sono di colore violaceo (color malva) con venature più scure.
Cresce spontaneamente nei campi, lungo i bordi delle strade e nei terreni incolti, e si trova in tutta Europa, fino ad un'altitudine di 1300 m.

Il nome “Malva” deriva dal latino “mollire alvum” che vuol dire rendere molle e dal greco “malakos" che significa dolce e calmante; “sylvestris” significa selvatico.Questa pianta presenta l’eliotropismo, cioè il fiore si muove seguendo gli spostamenti del sole, come avviene nel girasole.

In giardino
In giardino, trova posto insieme alle altre erbe aromatiche, nei giardino dei semplici, oppure in un angolo del vostro orto.

Coltivazione e raccolta
E' facilissima da coltivare: si può ottenere tramite semina all'aperto in primavera, tramite talea o tramite divisione del cespo. Se si trova bene, si propagherà con molta facilità.
La raccolta si effettua, sempre e solo durante le prime ore del mattino, quando compaiono i primi fiori e fino a ottobre. 
Le foglie ed i fiori (il bocciolo, prima che il fiore sbocci completamente) di primo raccolto, si essiccano all’ombra in luogo molto ventilato, e si conservano in recipienti ben chiusi al riparo dall’umidità. Se volete realizzare più raccolti in una stagione, dovrete tagliare fino a 10 cm da terra la pianta, a metà stagione (verso giugno-luglio), in modo da stimolarne una seconda fioritura.
I suoi fiori colorati attirano api e farfalle.


Indicazioni
La malva ha proprietà idratanti ed emollienti; se ne può preparare un infuso da aggiungere all’acqua del bagno o utilizzarla per preparare prodotti di bellezza come creme ed impacchi; è inoltre diuretica, lassativa e sedativa; è usata per curare infiammazioni della bocca, delle vie digerenti, urinarie e respiratorie. E’ inoltre utilizzata anche per la creazione di saponi, dentifrici e colliri. I germogli e le foglie giovani si usano anche in cucina crudi o cotti conditi con olio, limone e sale.

******************

Malva sylvestris

Terreno: qualsiasi

Esposizione: pieno sole, tollera la mezz'ombra

Fioritura: Aprile - Ottobre
Fiori: rosei, rosei-violacei

Profumo: ---

Altezza: fino a 150 cm
Larghezza: 60 cm

Semina in pieno campo: da marzo

Abbinamenti preferiti: Echinacea, Lavanda, Calendula

Usi: in erboristeria (foglie secche e fiori) per preparare infusi (fiori e foglie di malva, freschi o essiccati, in 1 litro d'acqua), decotti (50 g di malva sbollentati per 1 minuto in 1 litro d'acqua) e tisane, o sotto forma di compresse, creme ed impacchi. In cucina, la Malva può essere mangiata cruda, sola o in unione con altre insalate oppure cotta, come gli spinaci. Grazie al suo sapore leggermente dolciastro, viene usata nei risotti o nelle minestre; è ottima anche nelle preparazioni di polpette e ripieni per ravioli. I fiori possono nobilitare le pietanze, decorando il piatto, essendo commestibili al pari delle foglie.

Parti della pianta da utilizzare: fiori, foglie, radici

Proprietà terapeutiche: idratante, emolliente, depurativa, antinfiammatoria, antispastica, oftalmica, espettorante, analgesica.

Prezzo: Una bustina di sementi (che permettono di ottenere numerose piantine di Malva) costa 1,20 Euro.

A presto,
Made with Love for...

giovedì 20 febbraio 2014

E' Carnevale: tempo di Frittelle!!!

Dopo la festa di San Valentino, rimane un po' di tempo per goderci il Carnevale, che quest'anno sarà particolarmente lungo: Martedì Grasso, epilogo della settimana carnevalesca, cadrà il 4 Marzo.
Ecco qui la ricetta delle frittelle alla veneziana:

Ingredienti
Dose per 8-10 persone:

1 kg di farina
160 g di zucchero semolato
180 g di uvetta sultanina
1 bustina di zucchero vanillinato
6 uova
due limoni ed un'arancia non trattati
3 dl di rum
50 g di lievito di birra fresco
2 dl di latte
olio di semi di arachide
zucchero a velo
sale

Procedimento
Sciogliete il lievito nel latte tiepido e lasciate riposare; nel frattempo mettete a bagno l'uvetta sultanina in acqua calda. Setacciate la farina in una ciotola ed aggiungete zucchero semolato, scorza di limone ed arancia ed un pizzico di sale.
Unite un uovo alla volta, il rum ed il lievito sciolto nel latte; coprite la ciotola e lasciate riposare in un luogo tiepido per un'ora e mezza circa. Trascorso questo tempo aggiungete alla preparazione l'uvetta strizzata.
Prendete il composto a piccole cucchiaiate, tuffatele in abbondante olio caldo e friggete le frittelle fino a che saranno gonfie e dorate.
Scolatele e posatele su carta assorbente (in modo da assorbire l'olio in eccesso). Cospargete le frittelle con lo zucchero a velo e servitele ancora tiepide.
Se volete seguire la tradizione, al posto del rum, potete unire la stessa quantità di grappa.
A presto,
Made with Love for...

venerdì 14 febbraio 2014

Les enfants qui s’aiment

Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s’aiment
Ne sont là pour personne
Et c’est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage leur mépris leur rire et leur envie
Les enfants qui s’aiment
ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l’éblouissante clarté de leur premier amour
Jacques Prévert

mercoledì 12 febbraio 2014

Il Bacio

Ti manderò un bacio con il vento
e so che lo sentirai,
ti volterai senza vedermi ma io sarò li
Siamo fatti della stessa materia
di cui sono fatti i sogni
Vorrei essere una nuvola bianca
in un cielo infinito
per seguirti ovunque e amarti ogni istante
Se sei un sogno non svegliarmi
Vorrei vivere nel tuo respiro
Mentre ti guardo muoio per te
Il tuo sogno sarà di sognare me
Ti amo perché ti vedo riflessa
in tutto quello che c’è di bello
Dimmi dove sei stanotte
ancora nei miei sogni?
Ho sentito una carezza sul viso
arrivare fino al cuore
Vorrei arrivare fino al cielo
e con i raggi del sole scriverti ti amo
Vorrei che il vento soffiasse ogni giorno
tra i tuoi capelli,
per poter sentire anche da lontano
il tuo profumo!
Vorrei fare con te quello
che la primavera fa con i ciliegi.
Pablo Neruda
Con un semplice portavasi ed una rosa rossa possiamo creare velocemente e senza spendere una fortuna una composizione per San Valentino, da regalare ai nostri amati o a noi stessi.

Occorrente
Portavasi 
Piantina di rosa rossa
Pannolenci bianco e rosso
Cuoricini in "swarosky"
Nastro rosso in organza
Fil di ferro verde rigido

Procedimento
Ritagliate dal pannolenci bianco una forma a cuore con due cuoricini più piccoli incastrati sui due lati, e dal pannolenci rosso un cuore più piccolo, sempre ritagliato su due lati. Appoggiate il fil di ferro sul pannolenci bianco, incollate il pannolenci rosso sul cuore bianco, ed applicatevi sopra i due cuori "swarosky". All'estremità del cuore bianco formate con il nastro di organza un fiocco.
Ponete la pianta di rosa rossa all'interno del portavasi ed infilatevi la decorazione.

A presto,
Made with Love for...

giovedì 6 febbraio 2014

Linzer Torte ai lamponi e nocciole

La Linzer Torte è una deliziosa crostata originaria della città austriaca di Linz; è considerata una tra le torte più antiche del mondo. La ricetta originaria prevedeva l'uso di mandorle e confettura di ribes, ma io vi propongo una Linzer Torte rivisitata, ai lamponi e nocciole.
Dose per 8 persone
Ingredienti

150 g di farina
160 g di burro
150 g di nocciole tritate finemente
150 g di zucchero di canna
2 uova ed 1 tuorlo
un limone non trattato
un cucchiaino di cannella in polvere
un cucchiaino di lievito in polvere per dolci
300 g di confettura di lamponi
sale

Setacciate la farina mescolata con il lievito, aggiungete le nocciole tritate, il burro freddo a pezzetti, lo zucchero, le uova ed il tuorlo, la scorza grattugiata di limone ed arancia, la cannella ed il sale. Impastate tutti gli ingredienti e lavorate fino ad ottenere un impasto morbido e lasciate riposare in frigorifero per un'ora circa. 
Stendete 2/3 della pasta fino ad ottenere uno spessore pari a 5 mm, riponetela in una tortiera e punzecchiate il fondo con una forchetta. Stendete la confettura di lamponi e con una sac à poche formate il bordo e la grata. 
Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per un'ora. Lasciate raffreddare, spolverizzate con zucchero a velo e servite. Generalmente, al contrario di altre crostate, è più buona il giorno dopo la preparazione!!!
A presto,
Made with Love for...

martedì 4 febbraio 2014

Sapone alla lavanda

Ti riporterò,
nell'immensità del campo
ove soffia il vento
e fragrante l'aria
profuma di lavanda ...

(Di lavanda e di ricordi - Antonella Iuliano)


Occorrente
Sapone puro alla glicerina bianco
coloranti per sapone
oli essenziali naturali
stampi in plastica

Procedimento
Riducete a scaglie il panetto di sapone alla glicerina e scaldatelo a bagnomaria (o in microonde) facendolo sciogliere bene. Una volta sciolto, aggiungete velocemente sempre mescolando, le gocce di colorante. Per ottenere le saponette di colore lillà, ho utilizzato la stessa quantità di colore rosso e blu.
Mantenendo sempre al caldo il composto senza farlo bollire, aggiungete l'olio essenziale alla lavanda. Quest'operazione deve essere effettuata abbastanza rapidamente poiché il sapone tende a indurirsi molto facilmente. Colate il composto nello stampo e lasciate raffreddare (30 minuti circa). Togliete dallo stampo, ed il vostro sapone è pronto.
Il materiale è facilmente reperibile nei negozi di oggettistica-fai da te; io ho trovato tutto della linea "Stamperia" (250 ml di sapone puro alla Glicerina bianco costano circa 4 euro, mentre 50 ml di colorante costa circa 2 euro). Con 250 ml di sapone riuscirete ad ottenere 3-4 saponette del diametro di 6 cm circa e di altezza pari a 2 cm.
Questo è il metodo più semplice e rapido per realizzare delle saponette e ci possiamo fare aiutare anche dai bambini.
Nei prossimi post vedremo come realizzare il sapone con il metodo "a freddo".

N.B.: avendo a disposizione i colori primari (giallo, rosso e blu), si possono ottenere:
blu+rosso=viola
giallo+blu=verde
giallo+rosso=arancio

A presto,
Made with Love for...

sabato 1 febbraio 2014

In Febbraio...

Secondo mese dell'anno, il più corto, mese del Carnevale e di San Valentino. Ecco i prodotti del mese...



A presto,
Made with Love for...


mercoledì 29 gennaio 2014

Be my Valentine *** Cuori di terracotta


Occorrente
una confezione di Dash-Terracotta
pasta gel trasparente opaca (Stamperia)
stampi per biscotti in plastica
Color gel rame (Stamperia)
set modelling tools
colori acrilici Avorio e Marrone


Procedimento
Stendete con un matterello in plastica la terracotta con uno spessore di 0,5-1 cm, con gli stampi per biscotti formate dei cuori, praticate  un foro all'estremità e lasciate asciugare su un pezzo di carta forno, un giorno intero (vicino ad una fonte di calore si asciugheranno prima).
Una volta asciutti, distribuitevi la pasta gel prima su un lato e sui contorni e, poi, una volta asciutto, sul secondo lato. Questa pasta, oltre ad impermeabilizzare, crea un rivestimento adatto al colore acrilico, liscio, e permette di creare decori in 3d che poi verranno dipinti.
La pasta si asciuga in tre ore circa. Ora potete passare alla pittura dei cuori e alla decorazione con il Color gel ramato.
Possono essere un'idea originale da regalare per San Valentino oppure, da appendere, su un fascio di rami d'albero.
A presto,
Made with Love for...

venerdì 24 gennaio 2014

Clafoutis di pere e cioccolato al profumo d'arancio

Ingredienti
Dose per 6 persone:
800 gr di pere sciroppate
3 uova
500 ml di latte
50 g di burro
100 g di farina
100 g di zucchero
un bicchierino di liquore all'arancia (40 ml)
scorza grattuggiata di un'arancia
50 g di cioccolato fondente a scaglie
sale fino

Procedimento
Portate a bollore il latte in un pentolino, spegnete il fuoco ed aggiungete liquore all'arancia, scorza grattugiata e burro, coprite e lasciate intiepidire.
A parte, montate le uova con lo zucchero ed aggiungere la farina setacciata con un pizzico di sale. Con un colino, unire a filo il latte (in modo da togliere la scorza dell'arancia), continuando a mescolare.
Imburrate la pirofila e disponetevi le pere e le scaglie di cioccolato (vanno bene anche le gocce di cioccolato). Versate il composto di uova farina e latte sopra le pere, fino a ricoprirle quasi totalmente. Distribuitevi sopra un po' di zucchero e infornate in forno già caldo a 180°C per un'ora circa. La crema deve consolidare e assumere una leggera colorazione caramellata.
Togliete la pirofila dal forno e servite il clafoutis cospargendolo con lo zucchero a velo.
Questo dolce al cucchiaio è buono anche tiepido.




A presto,
Made with Love for...

domenica 19 gennaio 2014

Aspettando Homi 2014

Da anni aspettavo questo momento. Visitare una fiera che per me, che sono architetto, rappresenta un vero e proprio must. Ma dato che la fiera è riservata solamente agli addetti del settore, ho dovuto aspettare l'iscrizione all'Ordine degli Architetti per parteciparvi. 
Sto parlando dell'ex Macef - Fiera Milano Rho, o meglio del nuovo Homi 2014.
Una fiera che ruota intorno alla persona e agli stili di vita, i padiglioni si occupano di tutto: arredamento, decorazione della casa, giardino, wellness, kit style, ecc.
Porte aperte domenica 19 gennaio 2014, fino a mercoledì 22 gennaio 2014, orario di apertura: 9.30 alle 18.30. I biglietti, per l'ingresso di una giornata, costano 30,00 Euro (on-line 18,00). E per gli addetti, dal 3 febbraio Homi si sposta su piattaforma virtuale diventando Homiplus.
Per ulteriori info: Homi Milano

A presto,
Made with Love for...

giovedì 16 gennaio 2014

Zuppa di farro e fagioli

In queste giornate fredde e piovose….Una zuppa che scalda il cuore.


Dose per 8 persone:
500 gr di farro perlato
400 gr di fagioli borlotti
1 costa di sedano
2 carote
2 scalogni
2 spicchi d'aglio
1 fetta di prosciutto crudo tagliata grossa
un mazzetto di timo
salvia e alloro
sale e pepe


Mettete in ammollo in acqua fredda, separatamente, il farro ed i fagioli borlotti, per mezz'oretta circa. Nel frattempo versate in una pentola a pressione un goccio d'olio ed il soffritto di carote, aglio, cipolla e sedano. Aggiungete i fagioli (scolati dall'acqua), salate, e fate cuocere a fuoco vivo per 5 minuti. Aggiungete 2 litri d'acqua (fino a riempire a metà la pentola a pressione), le foglie d'alloro e la salvia. Chiudete la pentola a pressione e, dal momento in cui sentirete fischiare la pentola, abbassate il fuoco. Dopo 30 minuti spegnete il fuoco e tenete in caldo.
Tagliate la fetta di prosciutto crudo a dadini e fateli cuocere in una pentola capiente; quando saranno dorati unite il farro precedentemente sgocciolato dall'acqua e fate tostare per 5 minuti. A questo punto, aggiungete l'acqua di cottura dei fagioli, filtrandola con un colino e fate cuocere per altri 15 minuti.



Con un mixer triturate i fagioli cotti ed uniteli al farro, aggiungete altra acqua, regolate di sale, aggiungete il timo, e coprite, lasciando cuocere a fuoco lento per circa 30 minuti. 
Servite con un filo d'olio extravergine d'oliva ed una manciata di pepe.
E' pronto!!!

A presto,
Made with Love for...


giovedì 9 gennaio 2014

Les Jardins du prieuré Notre Dame d'Orsan

La storia inizia nel 1991, quando due architetti, Sonia Lesot e Patrice Taravella, rimangono affascinati dalla bellezza di un antico monastero, le cui mura erano, ormai, in rovina. La natura si era riappropriata dello spazio rubatole dall’uomo, da secoli lontani, precisamente dal 1107, quando Robert d’Arbrissel, fondatore dell’abbazia di Fontevraud e di 18 priorati, decise di stabilirsi anche a Maisonnais, tra Orléans e Clermont-Ferrant, 300 km a Sud di Parigi, su terre sterili e paludose, poco propizie alla coltivazione. Grazie all’opera di Abrissel e a quella dei suoi successori, questo luogo sperduto di raccoglimento e preghiera, diventerà, nei cinque secoli seguenti, meta di pellegrinaggio, dato che Robert d’Abrissel, ora considerato un santo, decise di seppellire il suo cuore proprio ad Orsan, mentre il resto del suo corpo a Fontevraud.
immagine tratta dal sito del Prieuré Notre Dame d'Orsan
Grazie all’opera di Abrissel e a quella dei suoi successori, questo luogo sperduto di raccoglimento e preghiera, diventerà, nei cinque secoli seguenti, meta di pellegrinaggio, dato che Robert d’Abrissel, ora considerato un santo, decise di seppellire il suo cuore proprio ad Orsan, mentre il resto del suo corpo a Fontevraud.
immagine tratta dal sito del Prieuré Notre Dame d'Orsan
Ma la prospera tranquillità di Orsan fu turbata, nel corso dei secoli, da diversi eventi: il più tragico, nel 1569, quando, durante le guerre di religione, tutti gli edifici del priorato furono completamente saccheggiati e bruciati.
L’opera di ricostruzione avvenne grazie ad Éléonore de Bourbon, e proseguì fino al XVIII secolo, quando furono ricostruiti la recinzione ed il cancello principale.
Durante la Rivoluzione Francese, il priorato ed i suoi beni furono venduti a privati e gli edifici furono utilizzati come azienda agricola fino al 1989.
Dal 27 marzo 1926 il Priorato è iscritto all’Inventaire supplémentaire des monuments historiques.
immagine tratta dal sito del Prieuré Notre Dame d'Orsan
Nel 1990, del priorato non restavano che 4 edifici intorno ad un cortile dove, fu eretto un capannone per un fattoria che ospitava polli e maiali. La chiesa, i chiostri ed il mulino erano completamente scomparsi; le loro pietre riutilizzate per la costruzione degli edifici agricoli.
L’anno seguente, due architetti, Sonia Lesot e Patrice Taravella, sono alla ricerca di una casa da ristrutturare e, il sogno di Prieurè Notre Dame d’Orsan, rivive. Dopo il consolidamento strutturale degli edifici, apparve naturale l’idea di realizzare i giardini intorno. Mancava però una chiara indicazione, un progetto, una mappa di come fossero i giardini di Orsan, e così, i due architetti con l’aiuto del giardiniere Gilles Guillot, decisero di evocare l’idea, riproponendo i giardini monastici medievali, suddividendoli in spazi chiusi a sé stanti, semplici ma attraenti, legati tra loro da un gioioso ma funzionale sistema vegetale, alimentare e ornamentale.

immagine tratta dal sito del Prieuré Notre Dame d'Orsan
Il roseto di Maria
Su ispirazione puramente medievale, il roseto d’Orsan è bianco e rosa, in onore della Vergine Maria, simbolo religioso per eccellenza. Esso rappresenta il “giardino recintato”, l'Hortus Conclusus, il giardino segreto descritto nel Cantico dei Cantici.

I tre frutteti
Gli alberi da frutto sono coltivati in tre sezioni suddivise per varietà: un pereto con le varietà 'Duchesse d'Angoulême', 'Belle du Berry' e 'Andre Desportes', un ciliegeto con le varietà 'Marmotte', 'Burlat' e 'Heart-di Pigeon ', a cui segue un area riservata al sorbo domestico.

Il Labirinto
immagine tratta dal sito del Prieuré Notre Dame d'Orsan
Il labirinto, realizzato con una staccionata di susino è il simbolo cristiano della difficoltà di ottenere la salvezza. Al centro si trova una meravigliosa seduta circolare in legno intrecciato.

Il Viale dei Piccoli Frutti
immagine tratta dal sito del Prieuré Notre Dame d'Orsan
Tra il chiostro e il frutteto, si trova un percorso fiancheggiato da coltivazioni di frutti rossi: fragole, lamponi, mirtilli, ribes, more e cassis. Attorno, ogni giardino di piccoli frutti, è circondato da meli e peri a spalliera.


Il Giardino dei Semplici
immagine tratta dal sito del Prieuré Notre Dame d'Orsan
Ogni monastero, nel Medioevo, possedeva un giardino dei semplici: fornire le cure ai pazienti era considerato un vero e proprio dovere. A Orsan, Le Jardin des Simples, è organizzato in aiuole rialzate racchiuse da pannelli intrecciati in castagno.

Il Meleto
Prendendo uno degli otto gazebo del chiostro, in asse con il portico e con la fontana, appare il meleto. Gli alberi sono piantati in quinconce, attorno a tre antichi peri.

L’orto
immagine tratta dal sito del Prieuré Notre Dame d'Orsan
Il Chiostro
immagine tratta dal sito del Prieuré Notre Dame d'Orsan
Di forma regolare e completamente recintato, è un luogo di preghiera e di meditazione che rappresenta il Paradiso. A Orsan, il chiostro è il cuore dei giardini. Al centro dei quattro parterre coltivati a vite, si trova una fontana. Percorrendo il sentiero esterno, adornato da archi e gazebi in legno intrecciato, è possibile raggiungere gli altri giardini.

Il Parterre
immagine tratta dal sito del Prieuré Notre Dame d'Orsan
Il parterre è stato concepito come un elemento di unione formale tra gli edifici e i giardini. Le aree, a croce greca, sono coltivate a mais e biete in estate, e cavolo rosso, verde e porri in inverno.
Trés d’union dei giardini sono i bellissimi manufatti in legno intrecciato che, in diversi materiali e conformazioni, si trasformano in chiostri, nicchie, porte e cancelli, padiglioni, cupole, aiuole soprelevate, griglie e sedute.
immagine tratta dal sito My city is a garden
immagine tratta dal sito del Prieuré Notre Dame d'Orsan
In tutte le stagioni è possibile ritrovare, inoltre, una grande varietà di uccelli, attirati dallo splendore dei giardini, e da mangiatoie, nidi, tutti realizzati a mano dal gruppo di giardinieri guidati da Monsieur Guillot.
Ora, il Prieurè Notre Dame d’Orsan, riaperto al pubblico dal 1994, accoglie gli ospiti in un hotel con sette camere d’albergo di lusso, un ristorante, una sala da thè ed una libreria.
Durante tutto l’anno vengono inoltre proposti, all’interno dei giardini, incontri formativi, stage e workshop per giardinieri ed appassionati, oltre a diversi eventi culturali, che permettono di svelare le infinite sfaccettature di Notre-Dame d'Orsan.

Prieuré Notre-Dame d'Orsan 
18170 Maisonnais
Tel. 02­ 48 56 27 50 - Fax 02­ 48 56 39 64
E-mail: prieuredorsan@wanadoo.fr

Per i corsi: infoorsan@wanadoo.fr oppure tel. 02 48 56 27 50

Per arrivare:
*Aeroporto: Limoges, Clermont-Ferrand.
*Treno: stazione di Saint-Amand-Montrond, Châteauroux, Bourges.
* Autostrada: autostradaA 71 – all’uscita Saint-Amnd-Montrond prendere direzione Lignières, poi Morlac D3 e Ids-Saint-Roch D70. Prendere la D56 e girare a sinistra seguendo le indicazioni stradali, Notre Dame d’Orsan si trova a circa 50 m.